TESORI D'ISEO, LA TERZA TAPPA: salendo a bordo

 

Le potenti ottiche dei cannocchiali panoramici distribuiti sul lungolago ci hanno fatto finora vagabondare con lo sguardo e con l’immaginazione lungo tutto il panorama circostante. 
Ma guai ad accontentarsi di navigare sullo specchio azzurro del Lago d’Iseo solo con la propria immaginazione.
Ecco quindi che una sagoma che sfila in lontananza proprio davanti ai nostri occhi ci dà l’ispirazione. 
Viaggia serena sull’acqua e si veste di un’eleganza raffinata, dalla gradevole sfumatura retrò eppure ancora così attuale e a proprio agio, per nulla fuori luogo in mezzo a questo paesaggio. 
Sì, è il momento di incamminarsi verso il molo più vicino.

I tipici Gozzi in legno del Lago d’Iseo vanno e vengono da una sponda all’altra, traghettando da oltre 50 anni persone di ogni tipo e da ogni dove, ognuna con la propria storia da raccontare.
Ma l’origine di queste imbarcazioni è ancora più antica. 
Prima dei turisti, con la loro vitalità e diversità, prima delle favole su un’epoca passata, esse erano lo strumento cardine dei pescatori che, giorno dopo giorno, raccoglievano i frutti che il lago decideva di consegnare loro. 
Quello dei Gozzi è legno modellato dalla storia: da quando quell’epoca era la quotidianità di una comunità fiorente, ad oggi, con i maestri d’ascia di Monte Isola che ancora lo lavorano esattamente come allora.
Tagliare, curvare, piallare, fissare, rifinire e laccare. 
Gestualità artigiane, tramandate e affinate di generazione in generazione, rigorosamente tenute lontane dai moderni processi industriali per mantenere nel legno quella vivida bellezza che gli è propria.

Una bellezza che fa di queste opere non solo delle incantevoli imbarcazioni su cui lasciarsi trasportare ma dei veri e propri gioielli dal pregio unico, oggetto del desiderio di molti collezionisti.

E a noi, personalmente, questo punto di vista ci è alquanto familiare.

 

In foto:
Pomellato 67, bracciali e anelli in argento fatti a mano.
Disponibili in gioielleria. 

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