TESORI D'ISEO, LA QUARTA TAPPA: udendo rintocchi

     

L’elegante Gozzo che ci ha traghettato sul lago fa ora ritorno al molo da cui è partito. 

Gettiamo gli ormeggi insieme ad un ultimo sguardo al Sebino prima di ripercorrere a ritroso la passerella e ritrovarci nuovamente sulla terra ferma.

A un certo punto ci giungono dei rintocchi, una sinfonia campanara che arriva dal centro del paese. 
Sono gli otto bronzi che danno la voce al massiccio campanile della Pieve di Sant’Andrea.
Sorge nel suggestivo centro storico iseano, in Piazza del Sagrato, dal V secolo, completata del suo campanile, messo esattamente in posizione centrale alla facciata, più tardi, nel 1100. 
Uno dei primi esempi, in Italia, di questo tipo di realizzazione. 
Splendida arte romanica in piena Italia settentrionale, fondata da San Vigilio, Patrono d’Iseo, le cui reliquie sono qui custodite.
Sant’Andrea sa essere al tempo stesso gemma e scrigno: al suo interno sono custodite opere d’arte uniche come il San Michele Arcangelo che scaccia Lucifero dal Paradiso, opera di Francesco Hayez.
Una gemma marmorea e un imponente scrigno, sempiterno, che da secoli funge da luogo di raccolta e incontro per gli abitanti della comunità e di chi, semplicemente, si trova a passare da queste parti, vuoi la domenica durante la messa celebrata da Don Giuliano, vuoi un qualunque altro giorno della settimana.

Chiunque tu sia e da qualunque posto tu provenga, la Pieve di Sant’Andrea ti accoglie sovrastandoti, scatenando al tempo stesso ammirazione e senso di protezione.

E così Piazza del Sagrato diventa un crocevia di vissuti e di idee delle persone più diverse, con la sua Pieve come riferimento. 
Un faro sulla terra ferma.

 

In foto:
Leo Pizzo, bracciali in oro rosa e bianco con diamanti e perle australiane e tahitiane. 
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