L'ORIGINE DEL CARATO

  

Quella del CARATO è una storia affascinante che affonda le proprie radici nelle terre del bacino orientale del Mediterraneo.

Etimologicamente il termine carato deriva dall’arabo qirat, che a sua volta rimanda al greco keration.

Gli antichi Greci associavano il termine keration alla carruba, il frutto del carrubo.
Il carrubo nacque come albero spontaneo, la cui coltivazione pare abbia preso forza proprio al tempo dei Greci, che la estesero successivamente in Sicilia.
Furono gli Arabi però ad intensificarne la coltivazione e a propagarla fino in Marocco e in Spagna.

 

Perché in passato i semi di carruba venivano utilizzati come unità di misura per i preziosi?

Perché la cultura popolare attribuiva ai semi del carrubo la qualità di essere tutti identici!
Si riteneva che il loro peso fosse sempre costante e uguale a 1/5 di grammo.

Il carato fu rapportato e definito con precisione solo nel 1832 in Sudafrica, il luogo di maggior produzione ed esportazione di diamanti del mondo, dove ne fu stabilita la connessione con il sistema metrico decimale: pesando con una bilancia a braccia uguali più semi di carruba ed eseguendo poi la media aritmetica dei valori ottenuti ne derivò un valore pari a circa 0,2 grammi.
L’unità di misura del peso del diamante, il carato, corrisponde quindi a 0,2 grammi.

Che i semi del carrubo abbiano tutti una massa identica tra loro è una credenza del passato, ormai sfatata: uno studio dell'Università di Zurigo ha constatato infatti che la massa di tali semi varia, al pari di quello di tutti gli altri semi. 

È incredibile che gli usi di questa parola, così diversi e consolidati, abbiano origine da passaggi che per noi oggi sono così inconcepibili: dal mondo greco al mondo arabo, dal mito alla realtà.

 

Carato, un termine da mille sfaccettature.
Le mille sfaccettature di un diamante.

 

 

Leggi anche  PERCHÉ IL DIAMANTE È CONSIDERATO L’ETERNO SIMBOLO DELL’AMORE?

 

 

 

Get in touch